Vivere, lavorare e studiare inglese a Miami

Filippo Palumbi si è laureato in Sport Management presso l’Università Nova Southeastern di Miami. Oggi lavora da imprenditore al suo progetto presto nel WEB! Filippo Palumbi studied at Nova Southeastern University in Miami.

Filippo Palumbi si è laureato in Sport Management presso l’Università Nova Southeastern di Miami. Oggi lavora da imprenditore al suo progetto presto nel WEB! Filippo Palumbi studied at Nova Southeastern University in Miami.

Filippo a NovaFilippo Palumbi si è laureato in Sport Management presso l’Università Nova Southeastern di Miami nel 2010. Filippo gode di tutta l’ammirazione del servizio al cliente di viverelavoraremiami per essersi messo in gioco. Luca Marseglia, esperto su come studiare a Miami, è andato a intervistarlo per chiedergli quali sono state le sue impressioni di vivere studiare e lavorare a Miami. Consigliamo di leggere l’intervista di Filippo perché la sua esperienza vale più di qualsiasi altra informazione in rete.

Luca: Io e Filippo ci siamo conosciuti mentre frequentavamo lo stesso corso intensivo di inglese all’Universitá di Miami. Oggi pubblichiamo questa intervista per chiedere a Filippo di condividere la sua esperienza al fine che possa diventare un esempio per tutti gli italiani che vogliono mettersi in gioco e studiare a Miami. Da oggi in poi sarò il punto di riferimento per tutti gli italiani intenzionati a studiare a Miami, scrivetemi su info@viverelavoraremiami.com

Luca: Cosa ti ha spinto a studiare a Miami?
Filippo: Ero già stato a Miami per seguire la squadra di pallacanestro della University of Miami. Quell’anno, 2001, sono venuto a contatto anche con il mondo accademico e ne sono rimasto affascinato. Nonostante l’età, ho poi deciso di tornare dopo alcuni anni per poter vivere in prima persona quest’avventura.

Luca: Quanto è stato difficile lasciare l’Italia?
Filippo: Per me non è stato difficile in quanto, come dicevo, avevo già vissuto un’esperienza precedente. In generale, il cultural shock dura massimo 6 mesi. Quando si torna in Italia, si potrebbe verificare il cultural shock opposto perché ci si abitua al nuovo stile di vita. Tutto sommato, penso che lasciare l’Italia, anche solo per brevi periodi, sia un’esperienza positiva perché aiuta ad essere più flessibili e aperti al cambiamento.

Luca: Avendo frequentato l’universitá sia negli Stati Uniti che in Italia, quali sono alcune delle differenze e quali secondo te sono i punti a favore o a sfavore di fare un corso di studio a Miami?
Filippo: Premetto che io avevo studiato in Italia vent’anni fa; immagino e spero che le cose siano cambiate nel “Bel Paese”. Inoltre, la mia esperienza italiana è durata poco perché decisi di lasciare gli studi dopo un anno di Giurisprudenza per cominciare a lavorare a tempo pieno come allenatore di pallacanestro. L’ultimo episodio che mi ricordo fu quando un Professore mi disse che il suo esame bisognava provarlo almeno 3 volte per poterlo passare. Negli States ho trovato un ambiente differente dove Professori ed alunni lavorano insieme e con entusiasmo affinché questi ultimi esprimano il loro massimo potenziale. Si cerca quindi di creare una situazione win-win e non di antagonismo. Gli studenti apprendono ed i Professori ottengono buone valutazioni in quanto fanno bene il loro lavoro; tutti vincono. Alla fine, lo sforzo degli studenti è stimolato da Professori che premiano chi s’impegna aiutando a creare un ambiente più meritocratico. L’unico svantaggio che mi viene in mente è che tale situazione si discosta dalla realtà del lavoro dove il merito spesso non è la principale variabile in gioco.

Luca: Quanto ti ha aiutato completare un corso intensivo di inglese a Miami in preparazione per l’Universitá?
Filippo: Molto. Quando si frequenta l’Università, non c’è troppo tempo per curare certi dettagli della lingua inglese. In un corso intensivo, invece, ci si può perfezionare e l’impatto con l’Università potrà essere più leggero.

Luca: Da lontano uno sente parlare di Miami e pensa al sole, le palme, il divertimento. Che impressione hai avuto dell’Universitá, dei professori e dei tuoi compagni?
Filippo: Permettimi la battuta: anche all’Università c’erano sole, palme e divertimento. Non c’è bisogno di deprimersi per apprendere. L’ambiente universitario americano ti semplifica la vita e c’è spazio per apprendere ma anche per avere una vita sociale. Comunque, c’è anche molta competizione tra i compagni per primeggiare. Di solito, i primi della classe ricevono un A, perciò si lotta per stare in quel gruppo. In Italia, tale competizione non l’ho vissuta in quanto tutti potevano potenzialmente prendere il massimo o il minimo dei voti. A Nova, il livello dei compagni alzava o abbassava l’asticella; e la competizione, normalmente, aiutava ad alzarla.

Luca: Come sei arrivato alla decisione di iscriverti a Nova e dove hai trovato le informazioni che ti servivano?
Filippo: Non conoscevo Nova. L’ho scoperta visitando le Università nell’area di Miami. Quindi le informazioni le ho dovute raccogliere da solo in loco. Ho poi deciso di scegliere Nova per le seguenti ragioni: l’età media degli studenti era più alta, la bellezza del campus e la borsa di studio che mi hanno offerto basandosi sul mio rendimento accademico passato.

Luca: Ti sarebbe stato utile se avessi avuto la possibilitá di consultare un sito come www.viverelavoraremiami.com dove poter trovare le informazioni necessarie richieste dall’Università per completare l’iscrizione?
Filippo: Assolutamente sì. Ho speso un paio di mesi per capire i documenti accademici di cui avevo bisogno, farmeli inviare a Miami, tradurli e trasformarli in crediti universitari. Teoricamente, con un aiuto in loco, si può fare tutto dall’Italia, risparmiando tempo e denaro.

Luca: Che consigli vorresti dare a coloro che sono indecisi se provare un’esperienza come la tua?
Filippo: Non conosco nessuno che si sia lamentato di tale esperienza; anzi, tutti quelli che conosco ne sono rimasti entusiasti. Il mio consiglio, basato sulla mia esperienza personale, è quindi di organizzarsi per partire e di farlo il prima possibile. Nella vita non sempre si ha la possibilità di prendere e partire; soprattutto quando si va avanti con gli anni e vincoli affettivi o lavorativi sono molto forti. Anche la mancanza di fondi potrebbe essere un limite. In ogni caso, a parte chiedere un prestito, si può ricevere borse di studio e fare qualche lavoretto all’università per sopravvivere. Non è facile ma è possibile.

Luca: Qual’era la tua idea delle Università americane e come è cambiata questa (se è cambiata) dopo che ha vissuto questa esperienza in prima persona?
Filippo: Pensavo che fossero più organizzate e che offrissero migliori strutture agli studenti rispetto a quelle italiane; tale idea è stata poi confermata dai fatti. Quella che è cambiata è invece la mia autostima come studente; di slancio, dopo tale esperienza positiva, ho voluto anche prendere un MBA, una volta tornato in Europa.

Luca: Nel farti i complimenti per aver conseguito una laurea negli Stati Uniti, e lasciando un attimo da parte la soddisfazione a livello accademico, come ti ha cambiato l’esperienza di vivere e studiare a Miami a livello personale?
Filippo: Moltissimo. Vivere in una società diversa dalla nostra mi ha aiutato a migliorare le mie capacità d’adattamento. In un mondo sempre più globale e multiculturale, è una caratteristica importante.

Luca: Pensi sia facile ambientarsi in una cittá come Miami? Perchè?
Filippo: Sì. È una città internazionale dal sapore latino. Per noi italiani è sicuramente più facile ambientarsi a Miami piuttosto che in aree degli States meno multiculturali e più tradizionaliste. Inoltre, per i nostalgici, c’è anche una buona rappresentanza italiana.

Luca: Quali sono i tuoi progetti adesso?
Filippo: Come molte persone, ho alcuni progetti e qualche sogno. Per il momento, sto lavorando per realizzare un progetto che è anche un sogno; si chiama Knowledge Donation e sarà presto online all’indirizzo knowdo.org. A proposito, seguiteci su twitter! (@KnowDo_org)

Luca: Pensi che Miami sia il luogo ideale per iniziare un business?
Filippo: Direi che dipende dal tipo di business. Il turismo, la ristorazione e l’intrattenimento sono le aree che associo immediatamente a Miami. Anche un business che vuole creare o mantenere relazioni con il Centro e Sud America può scegliere Miami per sfruttare la sua posizione strategica. È inoltre importante ricordare che Miami e il suo lifetsyle costituiscono un brand riconosciuto in tutto il mondo; molte imprese lo sfruttano creando filiali in città o usando i suoi splendidi scenari per lanciare un nuovo prodotto.

Luca: Raccomanderesti agli Italiani di iscriversi alla lotteria della Green Card ufficiale del dipartimento Americano per ottenere la residenza?
Filippo: Certo. Coloro che vogliono fortemente vivere o lavorare negli States e non hanno la possibilità di entrare come studenti o investitori dovrebbero considerare l’ipotesi d’iscriversi alla lotteria della Green Card.

Luca: Cosa ti piace fare nel tempo libero a Miami? Cosa ti offre la città di Miami?
Filippo: Come amante dello sport, ci sono diversi eventi sportivi in ogni momento dell’anno; per esempio, le principali leghe americane hanno tutte una franchigia a Miami. Mi piace anche il clima che permette di fare attività all’aperto in ogni stagione.

Luca: Cosa pensi del sito internet di Vivere Lavorare Miami?
Filippo: Che se non ci fosse bisognerebbe inventarlo! È una brillante idea che risponde ad un’esigenza concreta. In più, è curata da consulenti affidabili che hanno vissuto in prima persona le problematiche di chi vuole vivere o lavorare a Miami.

Luca: Sei stato coraggioso ad affrontare questo percorso oppure ti ritieni fortunato?
Filippo: Coraggioso? Io dico che se qualcuno sta pensando di fare un’esperienza di questo tipo, ha i fondi necessari per sostenerla e non ha vincoli che lo frenano, allora penso che ci voglia più coraggio nel rimanere a casa! A parte le battute, più che coraggioso, penso di essere stato fortunato perché la mia ragazza e la mia famiglia hanno sempre appoggiato la mia scelta.

Intervista rilasciata a Luca Marseglia

Nome e cognome: Filippo Palumbi
Email: fpalumbi@aol.com
Posizione lavorativa: Imprenditore
Settore professionale: Internet
Titolo di studio: MBA
Anni di esperienza nell’attuale settore: 1
Nome della compagnia: Knowledge Donation
Quanti anni hai studiato a Miami: 3
Facebook: Filippo Palumbi
Twitter: @FilippoPalumbi

3 commenti

  1. Bravo filippo, abbiamo lo stesso nome e abbiamo lo stesso percorso di studi…io ho studiato a Londra e oggi lavoro per il mio progetto…ho aperto una birreria..in bocca al lupo a tutti e due..

    Filippo UK

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  2. Studiare e’ già difficile figuriamoci in un’altra lingua…sono d’accordo con Angelo, con la buona volontaà si ottiene tutto nella vita…..ci vuole anche un po di fortuna
    bye bye

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  3. Complimenti! È proprio vero con con la passione e la buona volontà si può riuscire in tutto!

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