Vivere, lavorare e studiare inglese a Miami

Matteo Meneghelli ha aperto il suo ristorante per lavorare a Miami a due passi dall’oceanoMatteo Meneghelli opened his restaurant in Miami Beach

Matteo Meneghelli ha aperto il suo ristorante per lavorare a Miami a due passi dall’oceanoMatteo Meneghelli opened his restaurant in Miami Beach

Matteo Meneghelli, dopo aver lavorato quasi 10 anni nel mondo della televisione, decide con sua moglie Kristine di trasferirsi a Miami e aprire “Amami”, un ristorante che in pochissimo tempo è diventato il centro di ritrovo lifestyle per i locals e i turisti amanti della “città del sole”. “Amami” è situato nel cuore di South Beach e invitiamo tutti gli Italiani ad andarlo a trovare e assaggiare i suoi piatti. Ma adesso cerchiamo di capire cosa a spinto Matteo a vivere e lavorare a Miami.

Matteo raccontaci del tuo lavoro quando vivevi in Italia?

Matteo: Sono entrato in Mediaset nel 2003 alla Direzione di Canale 5 dove ho lavorato per 2 anni e mezzo al fianco del responsabile delle produzioni d’intrattenimento, poi mi sono spostato alla direzione risorse artistiche nell’area ospiti dove ho avuto la fortuna di crescere al fianco di professionisti eccezionali e di lavorare con artisti nazionali e internazionali! Il mio lavoro consisteva nell’individuare i personaggi più adatti al programma che seguivo, analizzare l’idea con il conduttore, gli autori e seguire tutta la trattativa economica fino alla definizione del contratto. Una volta in studio, durante il programma c’era da prestare attenzione al fatto che tutto filasse per il verso giusto, ed era bello vedere che magari un personaggio che avevo proposto io riscuoteva un grandissimo successo con il pubblico, come ad esempio al Chiambretti Night ricordo Pippo Inzaghi,  Rocco Siffredi, Julio Cesar, Michelle Rodriguez e Little Louie Vega e molti altri.

Di quali programmi televisivi ti sei occupato?

Tra i vari programmi di cui mi sono occupato negli anni ci sono Passaparola, Verissimo, Mattino 5, Lucignolo, e molti altri fino all’ultimo che non dimenticherò mai e che avrà sempre un posto caro nel mio cuore: il Chiambretti Night!

Con quale personaggio dello spettacolo italiano hai lavorato?

Tra i vari artisti con i quali ho avuto la fortuna e il piacere di lavorare ricordo con più orgoglio Gerry Scotti, Mike Bongiorno, Sandra Mondaini e Raimondo Vianello e ovviamente Piero Chiambretti!

Tua moglie lavorava?

Si! Infatti mia moglie Kristine ha una storia ancora più interessante: dopo anni di teatro e arte come Executive Producer in una società milanese che produce spettacoli e mostre in tutto il mondo e dopo un’esperienza importantissima al fianco di artisti del calibro di Peter Greenaway e Robert Wilson, ha deciso di mollare tutto e seguirmi in questa nuova eccitante esperienza! Ma ormai queste storie fanno parte del nostro passato, il presente si chiama Amami, mentre il futuro è ancora tutto da scrivere…

Da quanto tempo ti sei trasferito a Miami?
Matteo: Siamo venuti a Miami in viaggio di nozze a maggio del 2011 e siamo rimasti positivamente colpiti dalla città! Nel mese di luglio ci siamo trasferiti definitivamente!

Quali sono i pro e i contro di una scelta di vita così importante?

Matteo: Un aspetto positivo è che a Miami abbiamo aperto la nostra attività e lavoriamo per noi stessi, per raggiungere il nostro obiettivo ci impegniamo al 101% e lavoriamo 19 ore al giorno senza mai lamentarci! Mentre invece in tutte le nostre precedenti esperienze abbiamo sempre lavorato come dipendenti. Stiamo quindi realizzando un piccolo sogno in una città che, oltre ad avere un clima meraviglioso, ha tutti i presupposti che servono per avviare nuove attività e realizzare nuovi progetti e idee. L’aspetto meno piacevole è che lo start-up (avvio) di un ristorante family style (conduzione familiare) come il nostro dura in media un anno. Bisogna essere pazienti e non spaventarsi o preoccuparsi se l’andamento del business è positivo solo a giorni alterni. Bisogna essere coscienti che la strada è lunga e c’è tantissimo lavoro da fare! In questo senso ci danno molta forza le attenzioni dei media come il Miami Herald, il New Times, GW Magazine, e ora del vostro blog! L’entusiasmo dei nostri clienti, le reviews (commenti) ricevute su Tripadvisor e Yelp ci hanno giá fatto posizionare tra i primi 20 su 500 ristoranti di Miami Beach.

Cosa significa aprire un ristorante italiano a Miami? Quanto impegno devi metterci e come ti senti a fare un lavoro completamente diverso da quello che facevi prima?

Matteo: In realtà Amami non è un tipico ristorante italiano, ma rappresenta una nuova idea e un nuovo concetto! La nostra cucina è mediterranea ma utilizza anche dei prodotti locali per garantire sempre la freschezza e diffondere il nostro concetto della cucina italiana a Miami. L’impegno è sicuramente altissimo su tutti i fronti visto che, come gli altri ristoranti di Miami, siamo aperti 7 giorni su 7 dalla mattina alle 8:30 fino a mezzanotte; vi assicuro che c’è un dispendio decisamente alto a livello di tempo, energia, e soldi. Il lavoro è diverso da quello che facevo prima ma in qualche modo l’esperienza manageriale mi ha consentito di affrontare questa nuova sfida con gli strumenti adatti.

Che tipo di ristorante è Amami? Cosa lo rende diverso dagli altri secondo te?

Matteo: Amami ricorda una piccola osteria milanese, è un family place (posto familiare) molto friendly (amichevole) che propone una cucina leggera e salutare! Abbiamo anche una linea per vegani e vegetariani e siamo entusiasti di dire che la Tofu Tagliata o il Tofu Burger stanno riscuotendo un notevole successo ai nostri clienti. Ogni sera proponiamo 3 special (piatti del giorno) sempre differenti che piacciono sempre a tutti. Alcuni nostri clienti ritornano da noi per mangiare la tempura di vegetali (piatto giapponese), i gamberi e calamari, marlin (simile al pesce spada), la pasta col pesto di rucola ma la mia preferita resta sempre l’aragosta al forno con gratin di pistacchi. Cuciniamo tutto al momento e con poco olio, rigorosamente extra vergine, cuciniamo secondo le esigenze dei nostri clienti e per questo possiamo soddisfare anche coloro che hanno allergie o intolleranze alimentari o semplicemente desiderano un piatto personalizzato.

Qual’è la vostra specialità?

Matteo: Il pesce sempre freschissimo e cucinato in maniera naturale. Uno dei nostri piatti di maggior successo è la carbonara di mare con cozze, vongole e gamberi, ma anche il nostro tagliere come antipasto, il marlin burger (panino con il marlin) e i rigatoni al forno alla Sorrentina con melanzane croccanti. Quest’ultimo piatto oltre a essere delizioso offre la possibilità di mangiare un ottimo piatto di pasta sotto i 10 dollari, cosa molto rara a South Beach!

Ti manca Mediaset?
Matteo: Mi manca sicuramente la televisione, soprattutto quella che ho fatto negli ultimi 3 anni, ma non la vita d’azienda, anche se Mediaset da questo punto di vista è un’azienda fantastica dove lavorare. Se Mediaset fosse stata a Miami non l’avrei mai lasciata!

Che consigli daresti ad un italiano che vorrebbe come te, seguire un sogno e trasferirsi a Miami?
Matteo: Compra un biglietto, fai la valigia e prendi l’aereo. Il resto viene da sè!

Come ti vedi fra un anno?
Matteo: 20 chili in meno!

Ci vogliono dei requisiti particolari per aprire un’attività di ristorazione qui a Miami? Hai dovuto fare dei corsi particolari?
Matteo: Ho fatto un corso per Food Handling Manager (responsabile di ristorante) e poi ho ricevuto l’aiuto di un amico, un grandissimo professionista nel mondo della ristorazione, che mi ha seguito durante i primi mesi.

Quanto tempo hai impiegato dal momento in cui sei arrivato a Miami fino a quando hai aperto il ristorante?

Matteo: Sono arrivato il 15 settembre, il 23 ho firmato e ottenuto le chiavi del ristorante, e il 19 ottobre abbiamo aperto. Ovviamente abbiamo lavorato venti ore al giorno per preparare il locale e riuscire ad ottenere in tempi così brevi tutte le licenze!

Quanto è difficile ottenere un visto di lavoro?
Matteo: Dipende, ogni situazione è differente dalle altre! Per noi non lo è stato, però abbiamo seguito alla lettera quello che il nostro avvocato italiano che vive a Miami ci ha chiesto di fare.

Che cosa senti di dire agli italiani che ti stanno leggendo?
Matteo: La cosa più importante che mi sento di dire è che Amami non potrebbe esistere senza mia moglie Kristine, che dal mondo dell’arte e del teatro internazionale si è buttata a capofitto dietro il bancone, in cucina, e in ufficio per la contabilità, insomma fa praticamente tutto lei. Anche lei si sarebbe meritata una bella intervista!

Intervista rilasciata a Mary Marchesano
Il blog di Mary

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Nome e cognome: Matteo Meneghelli
Tipo di visto: E-2 (visto da investitore)
Posizione lavorativa: proprietario
Settore lavorativo: ristorazione
Titolo di studio: laurea
Anni di esperienza in questo lavoro: 6 mesi
Lavoro precedente: spettacolo e televisione

Articoli:
da “Miami Herald” http://www.miamiherald.com/2012/03/15/2693278/light-flavorful-mediterranean.html

da “New Times” http://blogs.miaminewtimes.com/shortorder/2012/04/amami_you_will_literally_fall.php

da “Tripadvisor” http://www.tripadvisor.com/Restaurant_Review-g34439-d2394455-Reviews-Amami-Miami_Beach_Florida.html

12 commenti

  1. mi sarebbe piaciuto venire da te così come ti ho scritto sul sito ristorante amami,batterista ,da parecchio tempo anch’io vorrei cambiare aria , magari a miami ,non ho problemi aspetto che mi diano l’aspettativaa lavoro ,per il resto,no problem ,potresti aiutarmi qualche aggancio, la vita ti offre molte opportunità, non si sa mai ,grazie e scusami se mi sono permesso di scriverti

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  2. Ho visto soloadesso l’intervista. Nel frattempo avete scalato altre posizioni in classifica, a dimostrazione che l’idea e’ giusta e l’impegno profuso per realizzarla viene ricompensato. Continuate cosi’. Un abbraccio

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  3. Matteo sei un mito tra poco ci vengo anche ioooooooo ciaoooooo un abbraccio a te e Kristineeeeeee

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  4. Grande matte.mi raccomando che tra un po’ spacchiamo tutto in MIAMI,oppureNAPLES????va Bhe diciamo che spacchiamo la FLORIDA!!!!CIAOOOOOOOO!!!!!!!

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  5. Ciao Matteo. Noi ci siamo conosciuti quest’anno. Sono venuto con due amici uno di questi faceva il somelier forse ricordi. Cmq anch’io come te e tua moglie sono rimasto colpito da Miami. Mi piacerebbe seguire il vostro esempio. Naturalmente devo prima imparare l’inglese. Cmq si mangia proprio bene da voi. Un saluto

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  6. Lo conosco ci sono stata………

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  7. complimenti ale e orazio si sono commossi per la grande forza che avete avuto tu e kristine per ricominciare da capo,siete grandi e forti, quando arriviamo papi ti porterà una notizia che potrebbe farti piacere a presto un grande abbraccio e forza con AMAMI

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  8. Non vedo l’ora di venire a Miami per provare questo ristorante!!!

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  9. Siete stati dei grandi, complimenti! Se tornassi indietro anche io sceglierei di investire i miei soldi all’estero. Ho aperto un piccolo ristorante…mi è stato consegnato dalla ditta che ha eseguito i lavori di ristrutturazione con 3 mesi di ritardo e ho dovuto aspettare altri 3 mesi per ottenere la licenza…e non vi dico la burocrazia e le tasse…questa purtroppo è l’Italia….

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  10. Matteo, hai fatto una scelta coraggiosa! Tu e tua moglie siete stati veramente grandi! Mi fa piacere leggere queste parole… (poi sai che …anch’io ci farei un pensierino…)

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  11. Bravissimo Matteo e bravissima Kristine.
    La dimostrazione che l’impegno e la serietà premiano sempre.
    Continuate così
    Un abbraccio a tutti

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  12. grande matte…sei il top

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